La cannabis comunemente detta canapa è il termine usato per indicare un gruppo di tre piante con proprietà psicoattive note come cannabis sativa, indica, ruderalis.

La canapa è una pianta erbacea a ciclo annuale la cui altezza può variare da 1 a 6 metri. Le foglie della pianta di cannabis sono di un verde brillante e hanno una forma caratteristica con cinque o sette foglioline, ricoperte da una patina appiccicosa.

Le piante germinano in primavera e fioriscono in estate inoltrata, quando le ore di luce diminuiscono. La fioritura infatti, varia a seconda del tipo di pianta: la cannabis sativa tende ad avere una fioritura abbastanza duratura, fino a più di 15 settimane, invece la piante di C. indica richiedono circa 10 settimane.

Una volta che i fiori vengono raccolti ed essiccati, il risultato è quello che alcuni chiamano erba, marijuana o cannabis.

cannabis

Quali sono i componenti della cannabis?

La cannabis è composta da più di 100 sostanze, note come cannabinoidi e gli studi sono ancora in via di sviluppo. Tra questi però, spiccano due sostanze principali noti come CBD (cannabidiolo) e THC (tetraidrocannabinolo).

CBD

E’ una sostanza psicoattiva non euforica, il che significa che non ti farà sballare. È spesso usato per ridurre l’infiammazione e il dolore. Può aiutare a combattere la nausea, il mal di testa e l’ansia. Alcuni farmaci su prescrizione basati sul CBD, sono utilizzati  per trattare alcuni tipi di epilessia.

Secondo gli studi il CBD ha un potenziale considerevole come trattamento per molteplici disturbi d’ansia, di panico, ansia sociale, disturbo ossessivo compulsivo. Lo stress contribuisce in modo importante ai disturbi d’ansia e l’esposizione allo stress traumatico è essenziale per lo sviluppo del disturbo da stress post-traumatico. Il CBD ha ridotto gli aumenti acuti della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna indotti dallo stress, nonché gli effetti ansiogeni ritardati. (studio)

Sebbene l’uso di cannabis elevata può essere associato ad un aumentato rischio di sviluppare psicosi, il costituente della cannabis cannabidiolo (CBD) può avere proprietà antipsicotiche. (studio)

Il cbd è in grado di ridurre gli effetti della tossicodipendenza da alcol, nicotina, cannabis ecc. La tossicodipendenza è un disturbo recidivo caratterizzato dal desiderio compulsivo di cercare e fare uso di droghe con impotenza di controllo sull’uso di sostanze nonostante le conseguenze negative. (articolo)

Inoltra diversi studi hanno dimostrato che il CBD può essere efficace per curare l’artrite e la crema al cbd è un potente antinfiammatorio.

THC

Il THC è la componente dannosa della cannabis, nonostante i numerosi effetti positivi è in grado di alterare lo stato psico-attivo del soggetto a differenza del CBD.

Ha effetti molti simili al CBD, quindi può alleviare ansia, nausea, aumentare l’appetito, ridurre l’insonnia. Tuttavia gli effetti collaterali dell’assunzione ad alte dosi può indurre allucinazioni, cambiare il modo di pensare e causare delusioni.  In media, gli effetti durano circa due ore e si manifestano da 10 a 30 minuti dopo l’assunzione.

 

Effetti collaterali

Non ci sono ancora studi importanti sugli effetti collaterali a lungo termine indotte dalla cannabis. Le ricerche sono contrastanti e sono state condotte solo su animali e la maggior parte degli effetti collaterali derivano dal THC. Gli effetti negativi  a lungo termine sono legati ad un abuso di questa sostanza.

Effetti momentanei a breve termine:

  1. Stato alterato della coscienza: il soggetto può sentirsi euforico, felice, socievole, ma allo stesso tempo può avere sbalzi d’umore causati da ansia, panico, paranoie.
  2. Aumento della frequenza cardiaca
  3. aumento della fame: la cosiddetta fame chimica che ti porterà a mangiare la prima cosa che troverai in giro.
  4. coordinazione e concentrazione alterate: che rendono difficili e pericolose attività come guidare un’auto.
  5. nausea

 

Effetti a lungo termine

Sviluppo del cervello

L’uso regolare di marijuana durante l’adolescenza è particolarmente preoccupante, poiché l’uso da parte di questa fascia di età è associato a una maggiore probabilità di conseguenze deleterie.

Durante questi periodi di sviluppo, il cervello è più vulnerabile di un cervello maturo agli effetti negativi a lungo termine degli insulti ambientali, come l’esposizione al THC, il principale ingrediente attivo della marijuana.

Secondo questa ricerca, le persone che iniziano a usare cannabis da adolescenti tendono ad avere più problemi di memoria e di apprendimento rispetto a coloro che non usano cannabis in età di sviluppo. Tuttavia gli studi sono spesso discordanti e in acceso dibattito, e non è chiaro se gli effetti sperimentati siano permanenti.  (articolo)

 

Psicosi

Gli studi dimostrano che la cannabis può aumentare il rischio di insorgenza precoce di sintomi psicotici in coloro che sono predisposti alla malattia, specialmente con l’uso quotidiano di cannabis ad alto contenuto di THC (abuso). Ma potrebbe anche essere che le persone che sono predisposte alle malattie mentali abbiano maggiori probabilità di fare uso di cannabis.

L’uso di cannabis è associato ad un aumento del rischio di un successivo disturbo psicotico, ma non è chiaro se influenzi l’incidenza del disturbo. Prove crescenti supportano l’idea che la cannabis potrebbe, in alcuni casi, avere un ruolo causale , sebbene siano ancora necessari studi longitudinali. (studio)

 

Dipendenza

Alcune persone possono anche diventare dipendenti dalla cannabis nonostante sia molto difficile. Altri addirittura sperimentano sintomi di astinenza quando non usano la cannabis, come irritabilità, scarso appetito e sbalzi d’umore.

Secondo il National Institute on Drug Abuse , le persone che iniziano a usare cannabis nel periodo adolescenziale hanno da quattro a sette volte più probabilità di sviluppare un disturbo da assunzione di cannabis da rispetto a coloro che iniziano a usarla più tardi nella vita.

 

Problemi delle vie aeree

La cannabis, come il fumo da tabacco è in grado di  infiammare e irritare le via aeree.

E’ spesso associata alla bronchite e può essere un fatto di rischio, ma non ci sono legami con malattie croniche rare.

 

Conclusioni

La cannabis è una pianta i cui effetti possono alterare lo stato psico-fisico di una persona. Ha numerosi effetti sia a breve che a lungo termine, sia positivi che negativi.

Nonostante la sua moltitudine di effetti positivi viene bandita in molti paesi del mondo e come avete visto gli studi suggeriscono una pericolosità simile, a volte minore di altre sostanze psicoattive come alcool e nicotina.

Il componente benefico è il CBD e l’uso deve essere occasionale e mai in età adolescenziale, questo è quello che ci suggeriscono gli studi eseguiti fin’ora.

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Articolo scritto e revisionato dalla redazione di Healthday.it

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