I carboidrati o glucidi sono sostanze composte da idrogeno, carbonio e ossigeno e costituiscono uno dei tre principali tipi di nutrienti utilizzati come fonte di energia da parte dell’organismo.

I carboidrati si classificano in semplici e complessi. Quelli semplici sono chiamati anche zuccheri e si dividono in monosaccaridi (glucosio, fruttosio e galattosio) e disaccaridi (saccarosio, lattosio e maltosio). Quelli complessi sono gli oligosaccaridi (raffinosio) e i polisaccaridi (amido, glicogeno, fibra).

Lo scopo principale dei carboidrati è fornire il carburante per il nostro organismo.

 

Tipi di carboidrati

Monosaccaridi

Glucosio: è lo zucchero più importante ed è la principale fonte di energia dell’organismo. Viene misurato attraverso la glicemia ed è l’unica fonte di energia del cervello che ne consuma mediamente 120 g al giorno. Si trova in alimenti come frutta e verdura. Il suo indice glicemico è pari a 100.

Fruttosio: molto simile al glucosio con la differenza che è uno zucchero chetoso. Si trova nella frutta e nel miele e ha un indice glicemico relativamente basso pari a 23.

Galattosio: può essere ricavato solo dalla scissione del lattosio tramite l’enzima lattasi. Non presente in natura.

 

Disaccaridi

Saccarosio: lo zucchero da cucina, formato dall’unione del glucosio con il fruttosio. SI trova nella barbabietola da zucchero, canna da zucchero e miele. Indice glicemico: 70

Lattosio: zucchero del latte, costituito da glucosio e galattosio. IG: 40

Maltosio: formato glucosio più glucosio e si trova nei derivati del malto e dell’amido, come birra e cereali. IG: 109

 

Polisaccaridi

Amido: è la principale riserva energetica degli ortaggi. Si trova nei cereali, patate, carote, pisell, fagioli. Alcuni amidi possono essere digeriti solo dal microbiota intestinale piuttosto che dai Carboidrati: cosa sono?meccanismi del nostro corpo: questi sono noti come amidi resistenti.

Fibra alimentare: Sono la cellulosa, pectine e gomme e si trovano principalmente in frutta e verdura e cereali integrali. Il nostro organismo non li utilizza per scopi energetici ma sono utili a livello intestinale sia per difendersi dai batteri sia per migliorare l’assorbimento dei nutrienti.

 

Funzioni dei carboidrati

Forniscono energia al tuo corpo

La maggior parte dei glucidi viene prima digerita poi scomposta in glucosio, il quale verrà assorbito dalle cellule per mezzo dell’azione insulinica. Il glucosio è utilizzato per produrre l’adenosina trifosfato (ATP) attraverso la respirazione cellulare.

L’atp è la sorgente di energia del corpo e quasi tutti i processi metabolici che avvengono nell’organismo la richiedono. Le cellule possono produrre Atp anche a partire da altri substrati, ma preferiranno sempre i carboidrati come fonte principale.

 

Forniscono energia di riserva

I carboidrati in eccesso possono essere immagazzinati sotto forma di glicogeno e si trova principalmente nel fegato e nei muscoli.

Il fegato contiene circa 100 g di glicogeno ed è in grado di rilasciarlo nel sangue per fornire energia e aiutare a mantenere i livelli di zucchero nel sangue.

Il glicogeno muscolare può essere utilizzato solo dalle cellule muscolari ed è fondamentale per gli eserci di lunga durata ad alta intensità. I muscoli sono in grado di immagazzinare circa 500g di glicogeno e se in eccesso, il corpo lo converte in molecole di trigliceridi che si andranno a depositare nel grasso corporeo.

 

Promuovono la salute dell’apparato digerente

Le fibre sono carboidrati non digeribili dal corpo umano e arrivano nell’intestino senza essere trasformate in glucosio. Si dividono in due tipi, solubili (che si sciolgono in acqua) e insolubili (non si sciolgono in acqua).

Secondo gli studi la fibra solubile migliora la consistenza delle feci e aumenta la frequenza della defecazione nei soggetti con problemi di stitichezza. Inoltre, ha ridotto lo sforzo e il dolore associato ai movimenti intestinali.

La fibra insolubile, invece, aumenta il volume delle feci e ne riduce la permanenza e limita il tempo di contatto tra intestino e sostanze tossiche. Inoltre, il componente insolubile delle fibre è associato a un ridotto rischio di malattia diverticolare.

Preservano la massa muscolare

Quando non si assumono abbastanza carboidrati, il muscolo può essere scomposto in amminoacidi e convertito in glucosio per produrre energia. In questo caso si andrà incontro ad un catabolismo muscolare tipico degli atleti che non si allena troppo e mangiano male, il quale porterà nel lungo periodo ad una condizione di sovrallenamento.

Consumare la giusta quantità di glucidi giornaliera è essenziale soprattutto durante l’esercizio fisico elevato.

Gravi perdite di massa muscolare sono associate a un rischio maggiore di mortalità.

 

Digestioni dei carboidrati

La digestione dei glucidi inizia già dalla bocca attraverso la saliva che contiene un enzima chiamato amilasi. Questo enzima agisce scindendo gli amidi in maltosio. La digestione continua nello stomaco dove il cibo si mescolerà con le secrezioni gastriche che per via di un’elevata acidità interromperà l’attività dell’amilasi. Solo quando il chimo dallo stomaco passerà all’intestino tenue la digestione proseguirà per mezzo delle secrezioni pancreatiche rilasciate dal pancreas contenenti l’enzima amilasi. Solo quando il cibo avrà raggiunto la parte dell’intestino tenue chiamata digiuno entrerà in contatto con 4 enzimi digestivi (lattasi, sucrasi, maltasi e destrinasi), i carboidrati verranno convertiti in disaccaridi (lattosio, saccarosio e maltosio). Al culmine di tutti i processi digestivi si otterranno monosaccaridi come il glucosio, fruttosio e galattosio.

 

Aspetti di biologia

I monosaccaridi sono formati da un gruppo alcolico primario (C+ OH-H-H) e da una serie di gruppi alcolici secondari (C+OH-H). La differenza sta nella parte finale della molecola che può terminare con un gruppo aldeidico (monosaccaridi aldosi) o un gruppo chetonico più un gruppo alcolico(monosaccaridi chetosi).

I monosaccaridi possono avere due forme, una lineare e una ciclica in ambiente acquoso. La ciclizzazione è diversa tra un monosaccaride aldoso e uno chetoso, nel caso dell’aldoso il gruppo aldeidico terminale reagisce col gruppo alcolico all’interno della molecola e si verrà a formare un carbonio che legherà da una parte l’ossigeno, un idrogeno e uno ione ossidrile, il carbonio diventerà cosi un emiacetale. Allo stesso modo quando il chetone di un chetoso reagirà con un gruppo alcolico formerà un emiacetale.

I disaccaridi si formano dall’unione di due monosaccaridi, quindi dal legame tra un gruppo emiacetalico con un atomo di un altro monosaccaride portando alla formazione di una struttura acetale.

Gli oligosaccaridi sono composti dall’unione di 3-20 monosaccaridi e i polisaccaridi da un numero maggiore di 20 monosaccaridi.

I polisaccaridi si classificano in omopolisaccaridi se formati da un solo monosaccaride ripetuto più volte o eteropolisacc

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Articolo scritto e revisionato dalla redazione di Healthday.it

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