L’endometriosi è una malattia cronica in cui un tessuto simile all’endometrio, ovvero il tessuto che riveste generalmente l’utero, cresce su altri organi e in altre aree del corpo. L’endometriosi intestinale si verifica quando le lesioni crescono sul peritoneo, quindi la membrana che riveste e copre gli organi addominali, come l’intestino.

Circa il 15% delle donne durante il loro periodo riproduttivo sono affetti da questa condizione. Questo tipo di endometriosi si verifica generalmente nella parte bassa dell’intestino, principalmente all’interno del setto rettovaginale e nell’area rettosigmoidea. A causa del forte coinvolgimento colorettale, quindi della parte di intestino deputata alla formazione delle feci, questa condizione determina alterazioni delle abitudini intestinali come stipsi, diarrea, e raramente sanguinamento.

I sintomi intestinali iniziano a comparire durante l’adolescenza e circa l’80% dei pazienti ha sintomi addominali quali meteorismo, gonfiore e diarrea. I sintomi diventano più stabili con il progredire della malattia.

In questo articolo parleremo di endometriosi intestinale, della diagnosi e dei trattamenti.

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Cos’è l’endometriosi intestinale?

Il tessuto endometriale cresce nell’utero e ne tappezza le pareti interne per preparare il corpo all’ovulazione ed eventualmente alla fecondazione ed è costituito da cellule epiteliali, cellule stromali e vasi.

A volte questo tessuto, cresce in modo anomalo, quindi fuori dall’utero, per esempio nell’intestino, si parla di endometriosi intestinale e provoca una varietà di sintomi.

L’endometriosi viene solitamente classificata in due tipi: superficiale e profonda. Se cresce sulla superficie dell’intestino possiamo parlare di endometriosi intestinale superficiale, se invece, il tessuto penetra nella parete intestinale, si parla di endometriosi intestinale profonda.

 

Sintomi

I sintomi dell’endometriosi intestinale sono molto simili a quelli della sindrome dell’intestino irritabile e possono causare diarrea, costipazione e crampi dolorosi. Tuttavia, i sintomi  di solito peggiorano durante le mestruazioni o il rapporto sessuale.

Alcune donne invece, non manifestano alcun sintomo e non si rendono conto di avere l’endometriosi intestinale fino a quando non avranno effettuato un test come TAC o risonanza magnetica, per un altra condizione ad esempio.

I sintomi dell’endometriosi spesso iniziano nel periodo delle mestruazioni. Questo tessuto risponde al ciclo mestruale, gonfiandosi e influenzando il tessuto circostante.

Tra i sintomi principali troviamo:

  • dolore quando hai un movimento intestinale
  • crampi addominali
  • diarrea
  • stipsi
  • gonfiore
  • sforzarsi con i movimenti intestinali
  • sanguinamento rettale

I sintomi dell’endometriosi intestinale possono variare da persona a persona e possono peggiorare nei giorni che precedono il sanguinamento mestruale. I sintomi dell’endometriosi intestinale possono diminuire una volta che una persona entra in menopausa.

 

Endometriosi intestinale: cause

Non si conosce ancora bene quali siano le cause scatenanti di questa patologia. Nel corso degli anni sono state sviluppate molte teorie, ma nessuna è stata ancora in grado di spiegare l’origine della malattia.

L’ipotesi principale è quella della mestruazione retrograda, ovvero secondo cui, durante la mestruazione, piccole parti di tessuto endometriale si muoverebbero in senso inverso attraverso le tube per poi impiantarsi nell’addome.

Un’altra teoria possibile è quella di un intervento chirurgico passato che coinvolge l’utero affinché possa consentire alle cellule endometriali di trasferirsi nell’intestino.

Inoltre, le persone che hanno un parente stretto con questa condizione sono esposte a un aumento del rischio di sviluppare endometriosi intestinale. Anche uno squilibrio di estrogeni può contribuire all’endometriosi.

 

Diagnosi

La diagnosi di endometriosi intestinale richiede un’attenta anamnesi e un esame fisico approfondito. È necessaria una diagnosi precisa per quanto riguarda la posizione e l’estensione dell’endometriosi intestinale. Per la valutazione dell’endometriosi intestinale  l’ecografia transvaginale, clisma opaco e la risonanza magnetica  sono le tecniche principali che vengono utilizzate.

  1. L’ecografia transvaginale è uno strumento non invasivo, disponibile presso il ginecologo e attraverso questa tecnica la diagnosi di endometriosi intestinale ha stime che si aggirano dal 91 al 98 %.
  2. Se si sospetta l’endometriosi intestinale, viene eseguito un esame del clisma opaco per indagare sull’entità della malattia.
  3. La risonanza magnetica invece, è utile nella diagnosi dell’endometriosi multifocale e nella definizione della posizione anatomica della condizione.

La colonscopia ha scarso valore nella diagnosi dell’endometriosi intestinale, poiché l’endometriosi è una malattia estrinseca.

 

Trattamento

L’endometriosi intestinale non ha una cura, ma un medico può aiutarti a gestire i sintomi. Il trattamento dipende dall’entità e dalla posizione della malattia. Se non trattata, può continuare a peggiorare nel tempo con sintomi che diventano più gravi.

Se i sintomi di una persona sono lievi, un medico può raccomandare di gestirli con farmaci antidolorifici come paracetamolo e ibuprofene. Il farmaco può solo ridurre il dolore, ma non cura la malattia.

 

Chirurgia

Se il dolore e i sintomi sono gravi può essere consigliato un intervento chirurgico per la rimozione delle viscere colpite.

  1. La procedura nei casi più lievi prevede la rimozione del tessuto endometriale sull’intestino ma lasciando intatto l’intestino stesso.
  2. Qualora l’endometriosi fosse profonda, un chirurgo rimuoverà le lesioni e chiuderà tutti i fori nell’intestino.
  3. Nei casi più gravi, un chirurgo può rimuovere una parte dell’intestino che ha tessuto endometriale prima di riattaccare le restanti sezioni dell’intestino. I due pezzi di intestino rimasti vengono quindi collegati con una procedura chiamata anastomosi. L’endometriosi ha meno probabilità di ripresentarsi dopo la resezione rispetto ad altre procedure.

 

Conclusioni

L’endometriosi è una condizione cronica, perciò potrai avere a che fare con i sintomi a vita, perlomeno fino alla menopausa.

La tua prospettiva dipenderà da quanto è grave la tua endometriosi e da come viene trattata. I trattamenti farmacologici e la chirurgia possono aiutare a ridurre i sintomi.

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Articolo scritto e revisionato dalla redazione di Healthday.it

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