L’ignoranza è definita come l’inconsapevolezza e l’incompetenza più o meno consapevole condizionata spesso dalla mancanza d’istruzione e dalla mancata voglia di istruirsi. Non è un male assoluto, non implica un reato e non è neanche un problema per gli altri, forse solo per chi si ha intorno.

Mi viene da pensare a circa un secolo fà, quando per mezzo dei pochi mezzi messi a disposizione le persone non potevano far altro che rimanere ignoranti ed erano poche le persone che riuscivano ad acquisire una certa capacità mentale e si discostavano dalla grande massa, tant’è che queste persone avevano quasi un titolo nobiliare, venendo chiamate con espressioni tipo “don” “ e “monsignore”, come per indicare la loro grandezza, non necessariamente correlata al loro grado di istruzione.

Ignoranti si nasce

Quando ero piccolo, i “grandi” mi dicevano: “nisciun nasc mbarat”, che sta a significare che nessuno nasce intelligente. In fondo è proprio così, il nostro cervello impara facendo, nel corso degli anni, e se fà sempre la stessa cosa imparerà sempre le stesse cose, come il nostro fisico, più si allena più diventa forte.

Molto spesso, le persone ignoranti non hanno voglia di imparare, perché soltanto imparare per loro è già un primo ostacolo. Certo, non è possibile imparare l’inglese se non si conoscono prima le basi, o imparare cosa sono gli ormoni se prima non si conoscono le ghiandole ormonali. E purtroppo la scuola non aiuta in questo, si sofferma troppo su argomenti generici, senza entrare mai nello specifico, non facendo altro che diminuire la voglia degli alunni nello studiare determinati argomenti. Basta guardare quei ragazzi che hanno tutti 3 e 4 ma in alcune materie hanno 9.

E poi basta con questo termine “studiare”, le persone vogliono imparare cose nuove, non vogliono studiare forzatamente qualcosa che non gli piace, con il rischio certo che non lo faranno mai, rischiando che potenziali “geni” non esploderanno mai.

 

Riconoscere il vero dal falso

L’ignoranza quindi, limita la mente e il corpo delle persone, le quali non sapranno mai affrontare la loro vita in maniera ottimale. Le persone ignoranti non sono dotate di capacità di giudizio, quindi non sanno distinguere attentamente ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Proseguendo nel corso degli anni e facendo numerosi errori di distinzione, quindi inserendo sentimenti quali delusione e disapprovazione, aumentando così l’orgoglio e la dignità personale, esce fuori la negazione, a priori.

Il percorso evolutivo personale del singolo individuo soprattutto durante il periodo adolescenziale, determina la sua permanenza sul nostro pianeta. Come ha dichiarato Charles Robert Darwin: “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”, aggiungendo quindi, si quella più reattiva ai cambiamenti, ma ai cambiamenti delle nostre abitudini.

Viviamo tutta la vita facendo sempre le stesse cose, vedendo sempre le stesse persone e quando ci accorgiamo che le cose stanno cambiando facciamo fatica e impieghiamo del tempo per adattarci. Ecco, c’è chi si adatta prima e risponde alle sollecitazioni della vita in maniera più elastica e chi invece reagisce in maniera più rigida.

 

La vita è una questione di abitudine

Negazione

La negazione è definita come l’espressione con cui si nega un fatto o una verità ed è un atto assolutamente legittimo. Ciò su cui voglio che vi soffermiate è la negazione a priori sorella dell’invidia a priori, generate entrambe da una condizione di ignoranza.

Avete mai sentito parlare di “finto hating”, no perchè è un termine che ho inventato io e potrebbe essere a tratti correlato alla negazione a priori. La mancata distinzione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato porta inconsapevolmente alla negazione a priori, un forma di disapprovazione verso altrui cose o persone come mezzo di guadagno, o come fine altro.

Vi faccio un esempio: Marco è una brava persona, molto semplice nella sua vita, che si accontenta di tutto ciò che passa, è incapace di distinguere le persone brave da quelle che se ne approfittano di lui. Dopo svariate delusioni la sua mente si rifiuta di andare avanti e pone Marco di fronte ad un bivio a senso unico, ovvero gli fa credere che esistono due strade, e invece ne esiste soltanto una. Marco, quindi inizia a percorre la strada della negazione, negando tutte le persone che vogliono avvicinarsi a lui.

 

Oggi non è semplice distinguere il vero dal falso…

 

Conclusioni

In questo articolo non ho mai avuto intenzione di parlare dell’ignoranza come un male assoluto, ma volevo solo comprendere e far capire cosa comporta questa scelta di vita e quali sono i limiti dell’ignoranza. Io questi limiti li ho conosciuti, ho visto dove si può arrivare con i miei occhi e posso certamente discutere su questo argomento così complesso.

Inoltre, è molto probabile che l’ignoranza porti ad una condizione di invidia nei confronti altrui, ma su questo argomento dovremmo discuterne meglio…

 

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Articolo scritto e revisionato dalla redazione di Healthday.it

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